Un rifugio è sempre un posto che fa schifo.
Quando sei talmente affogata nella merda da voler mollare tutti i Facebook, i blog, le chat, i forum (su questi baro, non li frequanto da una vita) e cerchi di imparare come diavolo sia una una cosa che fondamentalmente leggi, perchè hai due amiche due che ci scrivono, allora sei alla frutta. La voglia di sfuggire a te stessa, al loop onanistico di post-commenti tra te e i quattro gatti del blog privato, al vuoto siderale che è diventato il tuo blog pubblico, al mercato del pesce che è la tua pagina ufficiale su Facebook (che poi c’è quella ufficiosa e quella secondariamente ufficiosa e la terza e la quarta, e una quinta che manco ricordi come fare log-in), non ci sono cazzi: sei sola. E la melma in cui ti stai impantanando è quella di sempre: scrivi di te e la cosa al mondo da cui vorresti maggiormente prendere le distanze sei tu. Ma non ho un altro argomento. Niente su cui sia abbastanza ferrata. E ormai mi annoio al punto da darmi la nausea. Quindi questo posto è inutile. E’ un buco nel tufo, pieno di vermi e sterco vecchio di anni. Ma ancor peggio: dentro ci sei ancora tu.