June 9, 2010
Raccontarsi balle è un’arte minore. L’arte maggiore è scendere segretamente a patti con sè stessi in un contorto “io so che tu sai che io so”. E un giorno appartarsi in un angolo della mente e dirsi: «Ok, da oggi io rinuncio a questo e a quello in favore di quest’altro e quell’altro. Pubblicamente non lo ammetterò mai e passerò l’esistenza a crogiolarmi nei rimpianti, come se fosse stata la vita a scegliere per me. Per facilitarmi le cose resetterò questa conversazione e fingerò che non ci sia mai stata. Ci stai?».
Quando la risposta è «Sì.» viene raggiunta la tanto agognata pace dell’anima.
Solo che non lo si sa.

Raccontarsi balle è un’arte minore. L’arte maggiore è scendere segretamente a patti con sè stessi in un contorto “io so che tu sai che io so”. E un giorno appartarsi in un angolo della mente e dirsi: «Ok, da oggi io rinuncio a questo e a quello in favore di quest’altro e quell’altro. Pubblicamente non lo ammetterò mai e passerò l’esistenza a crogiolarmi nei rimpianti, come se fosse stata la vita a scegliere per me. Per facilitarmi le cose resetterò questa conversazione e fingerò che non ci sia mai stata. Ci stai?».

Quando la risposta è «Sì.» viene raggiunta la tanto agognata pace dell’anima.

Solo che non lo si sa.